Le mie startup

Per poter parlare di startup occorre sporcarsi le mani con le startup. Devi conoscere il prezzo del sacrificio, le nottate investite a sviluppare codice e strategie di mercato, i giorni passati con i partner per mettere a punto le idee, l’amarezza di constatare l’insuccesso, la consapevolezza di aver anticipato, forse troppo spesso, i tempi.

La mia biografia su twitter recita: “Ricercatore, Consulente e Formatore, nell’area Information and Communication Technologies“; il metodo ciclico, che seguo da più di 20 anni, prevede una fase di studio ed aggiornamento, una fase di consulenza e di lavoro sul campo e, alla fine, l’erogazione di moduli formativi sulla tematica studiata ed applicata. Dal 1997 al 2003 mi sono occupato di valutare imprese, collaborando presso lo Studio di Giovanni Baiamonte. Analizzavamo le pratiche che le aziende presentavano per ottenere le agevolazioni previste dalle leggi di finanziamento industriale 488, per conto del Banco di Sicilia e dell’IRFIS, consultando migliaia di business plan, conti economici e progetti industriali. Nel 2002 decisi di passare dall’altra parte, iniziando a fondare imprese tecnologiche e l’anno successivo inserii un modulo denominato “ebusiness plan” nel corso di studi da 70 ore denominato “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”, presso il Master in General Management dell’ISIDA, fondata nel 1956 da Gabriele Morello, dove insegno dal 1990. Una scuola dove gli stage si chiamano REA (Ricerca, Esperienza, Azione), e dove i progetti di startup, che vengono fuori dalle esercitazioni, continuano ad essere un ottimo mezzo per formare  bravi imprenditori.

Nel 2002, sotto il benefico influsso di Jesse Marsh e del metodo dei “partner-adhoc” di Atelier, nasce iteam5 la mia prima creatura che, da pioniere, ha promosso il metodo delle reti fatte di persone. L’esperienza e la competenza di ogni partner hanno permesso di indirizzare le risorse in modo efficiente, verso problematiche sempre più complesse, interconnesse e diversificate. Con Daniele Costa, Claudio Lo Piccolo, Marco Maggio e Franz Vozza, abbiamo realizzato un format d’impresa innovativo, affermandoci come brand unico nel panorama dei servizi informatici, riscuotendo innumerevoli successi. Le nostre strade si sono divise, ma ancora oggi in tanti si ricordano di noi.

Nel giugno del 2005, in pochi giorni, ho scritto il codice di trovando.it, un search tool che permette di risparmiare tempo rendendo le ricerche più semplici. Con trovando bastava inserire una sola volta le keyword da cercare per accedere e comparare i risultati da più di 250 motori di ricerca, suddivisi in 10 categorie (Web, Images, Reference, Tag, News, Price, Blogs, AudioVideo, Torrent, URL). Per aumentarne la diffusione scrissi anche le toolbar per Firefox ed Explorer e widget per Konfabulator e iGoogle. Questo piccolo strumento, recensito a livello internazionale, è andato avanti da solo con pochissima manutenzione ed aggiornamento, permettendomi di guadagnare migliaia di dollari grazie ai moduli di advertising implementati. Tengo il dominio ancora in piedi per affetto e riconoscenza 🙂

Nel 2007, con il mio grande compagno di avventure Daniele Costa, abbiamo fondato siculezza.it, il cui scopo era quello di diffondere il concetto di sicurezza informatica, attraverso tre linee di azione: informazione, consulenza e formazione. Abbiamo provato a portare avanti alcuni temi troppo ambiziosi per la nostra terra, non riuscendoci abbiamo abbandonato rapidamente il progetto. Rimane online il blog dove scrivevamo qualcosa. Daniele ha continuato a lavorare nel settore della sicurezza, prima a Manchester ed adesso a Gibilterra.

Alla fine del 2007, inizio a scrivere il codice di send2me, la mia seconda startup individuale. Un social network che permette di diventare fan di personaggi nelle aree politica, cinema, televisione, gossip, musica, sport, moda, cultura, economia, oppure di aziende, trasmissioni televisive, città e nazioni. Il sistema permetteva di ottenere automaticamente news sul soggetto, prelevandole da Google News, Youtube e Flickr, di inviare commenti al VIP (il send2me, appunto), e di esprimere il proprio favore nei confronti del personaggio, contribuendo alle top10 per categoria. Facebook era alle porte e qualche mese dopo la presentazione del progetto al Trinacriacamp abbandonai.

Dopo una lunga pausa, dovuta ad impegnativi incarichi da consulente, nel giugno del 2010 ricevo una telefonata dalla RPS spa: cercano nuove idee nel settore mobile e mi chiedono di scrivere il progetto per una startup da realizzare con fondi interni. Al primo incontro butto giù un disegno:

il progetto iniziale di exploro

Nasce così Exploro, una grande idea che porto avanti con il ruolo di Project Manager, affiancato da un preparato e numeroso team, riscuotendo premi e apprezzamenti, ma che purtroppo, dopo 13 mesi di sviluppo, non riesce a creare la rete commerciale necessaria al suo sostentamento e chiude i battenti.

Due grandi successi,
due progetti abbandonati,
un fallimento molto istruttivo.

La costante in questi anni da founder è stata la forte presenza dei miei mentori, senza Gabriele, Giovanni e Jesse non avrei mai potuto comprendere in modo completo come fare ricerca, impresa e formazione in modo creativo ed innovativo. Per questo motivo alla fine del 2009 ho deciso di intraprendere ancora un salto, restituendo alla comunità quanto la comunità mi aveva dato, provando a contribuire allo sviluppo, realizzando momenti di divulgazione, rivestendo un ruolo in grado di offrire qualcosa in più rispetto a quello del semplice formatore, rivolgendomi (gratuitamente) ad un pubblico più ampio, annullando i luoghi i comuni e lavorando sul “chi sa, fa e insegna“. Nuove avventure quindi, come quella del Palermo Google Technology User Group (che mi ha permesso di realizzare 19 eventi sul territorio, grazie a Cristina Alga, Matteo Fici e Salvo Ferraro), il contributo all’organizzazione di altri grandi eventi come i due LivingLabCamp ed il GISDay, la bella esperienza della Catania Startup Weekend (dove ho rivestito il ruolo di coach per le tecnologie), il programma su Radio Action con Agostino Di Stefano (per intervistare importanti realtà ICT palermitane), e per finire il recente ruolo di mentor per il progetto Sementor, ideato con Giuseppe Castellucci e Michelangelo Pavia di neu[nòi] (che mi ha permesso di raccontare ad un bel gruppo di giovani come fare executive summary, business model canvas ed elevator pitch).

Adesso la sfida di Startappa, trovando validi compagni come Antonio CensabellaMaurizio Giambalvo e tanti altri vecchi e nuovi amici, per provare a costruire un ecosistema digitale, un polo di innovazione e creatività, per le startup nella città di Palermo. Altre startup in cui credere, da valutare, sostenere, affiancare, “come se fossero mie”Presentata a metà giugno rischia di diventare una bellissima iniziativa, seguiteci e stateci accanto, abbiamo bisogno del contributo di tutti!

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